venerdì 14 marzo 2014

Scatole impolverate - La mia California 12

Sono felice perchè Mr. Bingham è  soddisfatto del mio lavoro e mi sto facendo piacere anche l'orrido grembiule marrone.
I bambini sono ben accuditi durante le mie ore di lavoro e comincio a dare un senso compiuto alla mia vita americana.
In quel periodo sono un'assidua frequentatrice di Weinstock's, un Mall elegante con negozi di una certa levatura. Vado lì, al reparto cosmetici, e faccio spese notevoli di prodotti che poi spedisco a mia mamma e a mia suocera, visto che il cambio Lira-Dollaro è favorevolissimo e quindi estremamente conveniente. La commessa che mi serve sempre, Pat Dunn è diventata ormai un'amica e mi riempie di omaggi ........così siamo tutti contenti!
E' un pomeriggio di gennaio del 1980, sono al lavoro quando mi trovo davanti Pat Dunn, mi guarda sbigottita e mi chiede :" Ma che cosa diavolo ci fa una come te in un posto del genere?" 
Le rispondo un po' dispiaciuta per la sua domanda che lì io ci lavoro. Al che lei mi guarda e mi chiede se non preferirei lavorare nel suo reparto.......resto senza parole.....so che è praticamente impossibile lavorare nel reparto cosmetici di Weinstock's se non sei altamente qualificata, so che è il sogno di tutte le giovani donne che vogliono fare la commessa, so che ho già portato due volte il mio CV all'ufficio del personale, so che nessuno mi ha mai filato di striscio. 
Ovviamente le rispondo con un entusiastico "Magari!!!" e ci salutiamo con la promessa da parte sua di farsi viva da lì a qualche giorno.
Quel giorno arriva, torna al magazzino e mi da appuntamento con la manager del reparto cosmetici che mi vuole incontrare e conoscere.
Ricordo come fosse ora l'incontro con Mabel, una donna raffinata, elegante, severa e di una professionalità da paura. Mi intervista e le piaccio, si innamora del mio strano accento e pensa che potrebbe essermi utilissimo con le clienti. 
Mi viene proposto un'assunzione part time previo un breve periodo di prova. Vengo presentata alla responsabile della linea Lancome, un'anziana dolcissima signora.
 Devo però innanzitutto chiarire la mia posizione con chi mi ha dato fiducia ed un lavoro, Mr. Bingham. La nuova possibilità mi alletta non poco ma mi reputo una persona per bene, voglio il suo benestare, sennò amen.
Quando dico che mi resteranno per sempre nel cuore quei mormoni, non è tanto per dire. Difficilmente ho incontrato un gruppo di persone così buone e generose. Io sono imbarazzata ma lui mi abbraccia e mi dice che non posso perdere un'occasione del genere. Lo annuncia a tutti e vengo sommersa da complimenti e lacrime.....anche le mie.
Sono pronta per il nuovo lavoro.
Claudio mi è come sempre di grande sostegno e incoraggiamento, io sono spaventatissima perché dell'aspetto tecnico di creme e profumi non ne so niente, ma niente proprio. Mi riempiono di libri e opuscoli, di campioni di creme Lancome con rispettive descrizioni e mi dicono studia che poi ci pensiamo noi. Io studio, va bene, me la cavo pure, mi danno come orario il serale con meno dipendenti ai banchi vendita, ma con meno afflusso di clienti, così intanto imparo con più calma....ne combino di tutti i colori.....ho sempre chi mi affianca ma a volte mi devo arrangiare, potrei scrivere un libro di aneddoti sui miei errori con l' inglese. Fortunatamente nessuno si arrabbia e piano piano le cose si sistemano. Vado a fare il mio primo corso di aggiornamento a San Francisco, dal venerdì alla domenica. L'albergo è il Fairmont, a Nob Hill......lo avevo visto solo nei film  e lo rivedrò solo ad un altro corso, e se racconto le cose che ho visto nessuno ci crederebbe.......ero in paradiso, servita e riverita come una principessa ,con  colleghe provenienti anche da altre città.
Divento sicura e piuttosto brava nella vendita della mia linea e anche di altre. Piaccio alle clienti, alle colleghe (quasi tutte), stringo amicizie importanti che durano tuttora, e soprattutto piaccio alla mia manager che ha su di me potere di vita o di morte.



In divisa alla mia postazione

La divisa del reparto consisteva in giacca bianca, pantaloni neri e camicetta di vari colori che cambiavano secondo il periodo dell'anno o le varie festività

Il 1° marzo 1980 Claudio compie 30 anni e festeggiamo con gli amici più cari



Chissà chi si riconosce in queste foto....purtroppo ci sono amici che ci hanno lasciato troppo giovani e troppo cari, ma si sa, la vita non regala mica tanto alla fine......a qualcuno meno di altri.....

Solo alcuni degli amichetti dei nostri bambini, Dana, Jana, Max, Todd e Steven, a cui Enrico qualche tempo dopo, farà la pipì addosso, "perchè è troppo stupido" sarà la sua giustificazione.....

A casa dei carissimi amici Loise e Vittorio Abatecola in campagna

Il mio piccolo teppista compie 3 anni, è il 13 aprile 1980

Silvio con l'inseparabile amico Max

Giugno 1980 a Medford . Enrico in trattore con la casetta dell'isola dietro e Silvio con il fedele Luno.

Siamo d'estate e partecipiamo ad una festa a casa di amici. C'è la piscina e tutti facciamo il bagno. Un amico medico prende Enrico in braccio e mi chiede che cosa gli fosse successo alla gamba. Effettivamente vedo un rigonfiamento sulla tibia ma, abituata alle cadute di Enrico con relativi lividi e a volte punti, non ci avevo dato troppo peso. Lui lo palpa, lo controlla e mi invita ad andare a fare dei raggi in ospedale il giorno seguente. Comincio ad impensierirmi.
Vado dal pediatra il quale mi fa una richiesta per dei raggi d'urgenza e mi manda in ospedale. Prendo i miei bimbi e vado col cuore che batte a mille. Claudio è sull'isola e non posso contattarlo, lì non c'è il telefono, dovrei chiamarlo al cercapersone e lui dovrebbe prendere il motoscafo, raggiungere la terraferma, andare alla tavola calda che è sull'argine e chiamarmi.....ci vuole troppo tempo, vado e prego.
Per fare i raggi alla gambetta di Enrico ci vogliono tre persone, strilla come un'aquila, non vuol farsi toccare da nessuno, odia i dottori. Alla fine, dopo una lunga attesa mi chiama il medico e mi dice che, tra le ipotesi da valutare, c'è la possibilità che sia un sarcoma, un tumore. Non riescono a capire se il bozzo sia sull'osso o se sia una ciste che si è attaccata. Si deve operare.
Esco come una zombie, Enrico è piccino e si addormenta in macchina sfinito dal tanto piangere ma Silvio è abbastanza grande per capire che c'è un problema e, col candore di un angelo mi chiede se suo fratello morirà.
Arrivo a casa e mi attacco al telefono appena l'orario permette, chiamo l'Italia, il mio caro amico Ceccarelli, pediatra dei bambini. Mi ascolta e mi invita a tornare in Italia, porteremo Enrico a Padova.
Nel giro di due giorni è tutto organizzato e parto coi piccoli. Claudio è bloccato dal lavoro, ci raggiungerà non appena possibile.
Non avessi avuto la mia famiglia vicino sarei morta dalla paura e dall'ansia. Mio fratello viene con me a Padova e sta con noi. Ho ancora davanti agli occhi il mio piccino a manina con un infermiere che lo porta "a gonfiare un palloncino"....lui lo segue fiducioso verso la sala operatoria col suo pigiamino blu.






giovedì 6 marzo 2014

Sognando la California 11

Verso la fine della stessa estate scoppia una bomba. Viene offerta a Claudio un'opportunità di lavoro all'estero, parliamo della California.....c'è poco, pochissimo tempo per decidere, prendere o lasciare.
Vivo da cani questo momento, ho 24 anni, due bambini e nessuna voglia di andarmene dall'altra parte del mondo, non voglio staccarmi dalla mia famiglia di origine e vado in panico totale.
Ricordo giorni di lacrime, di odio intenso verso chi ci spingeva a partire, primo fra tutti Claudio che la vede come una possibilità di crescita professionale non indifferente. Arrivo a fare scene isteriche che non mi appartengono e che detesto, ma è più forte di me, non voglio partire, punto.
Ad agosto Claudio parte per dieci giorni, va a dare un'occhiata, torna felice.....potrei ucciderlo.
Arriviamo ad un compromesso,  parte da solo per una prova di tre mesi poi si decide che cosa fare. E' settembre.
Vederlo partire mi spezza il cuore, mi trasferisco dai miei per un po' almeno ho compagnia, ma non sopporto la lontananza. Quando è possibile ci si sente al telefono, non è facile nemmeno per lui. Ci scriviamo una lettera al giorno e cerchiamo di tirare avanti senza farci troppo del male.
Io ho gli amici che mi vengono a trovare e bene o male arriva ottobre, porto i bambini dai miei e parto con mio suocero per la California. Almeno spezziamo i tre mesi!
Quei quindici giorni sono una vera rivelazione ed io mi innamoro perdutamente di una delle città più violente degli Stati Uniti d'America, Stockton.
Mi innamoro dei parchi pubblici, degli scoiattoli che ti si siedono davanti e ti chiedono una nocciolina, degli uccelli blu che volano da un albero all'altro, delle persone che incontro che si fanno in quattro per aiutarmi col mio inglese scolastico, così mi rendo anche conto che otto anni di studio non mi sono serviti a niente....che poi non è vero perché, piano piano, tutta la grammatica tornerà alla mente e farà la differenza!
Claudio cerca di farmi vedere quanto può senza tralasciare il lavoro che sta affrontando, mi presenta una famiglia italo americana, i Lucchesi, anch'essi agricoltori. (Nessuno di loro parla italiano se non il nonno che poi è quello che capisco di meno). Con pazienza ed affetto, Elsie mi fa compagnia e mi porta in giro per le zone residenziali della città per farmi vedere un po' di case.
Claudio deve dirigere una grossa azienda agricola di circa 500   ettari, si tratta di un'isola nel delta del fiume San Joaquin. E' a circa mezz'ora di macchina dalla città, poi si prende il motoscafo per altri 10, 15 minuti per arrivarci.
E' un paradiso terrestre anche se selvaggio, c'è una casetta verde vecchissima con un albero enorme, centenario che fa ombra......ci sono pernici, scoiattoli, castori, opossum e quei coniglietti con la coda a pom pom,...insomma un posto da film!
In due settimane di permanenza scrivo tante lettere a casa, incredula per l'impatto avuto con questa terra così lontana, ma rasserenata e quasi impaziente di cominciare la nuova avventura.
Torno in Italia serena nonostante Claudio debba rimanere lì fino alla fine dei tre mesi.
Verso fine gennaio 1979, con una decina di valigie, due bambini e tanta confusione euforica, partiamo tutti alla volta della California.

La mia prima visita a San Francisco

Febbraio 1979, Silvio ed Enrico

E' l' 8 aprile 1979 e si battezza Fabrizio Sasso, noi siamo i padrini.
Fabrizio è il fratellino di Max, compagno di scuola di Silvio. I genitori sono due ragazzi di origine italiana, Mariagrazia e Marino che ci "adottano" da subito, al punto di chiederci di tenere a battesimo il loro secondo bimbo!
Silvio frequenta la scuola del nostro quartiere, in brevissimo tempo fa sua la nuova lingua, gli piace la scuola ed i suoi risultati scolastici ci sorprendono non poco.
Tentiamo di iscrivere Enrico all'asilo ma è troppo piccino, aspettiamo....


Da casa mi arrivano lettere e foto....mamma, papà, Lorenzo e Pablo. Ci mandiamo vicendevolmente anche audio cassette che ci riempiono di gioia e di nostalgia.
Le telefonate sono settimanali, la domenica.
Decido di trovarmi un lavoro perché sono sempre a casa sola ed il mio inglese non fa progressi....
Ricordo con un sorriso il panico che mi prendeva nei primi mesi ogni volta che suonava il telefono, erano sempre chiamate di lavoro per Claudio, fornitori o clienti o tecnici.....comunque un incubo.
Prepariamo un CV e con la mia macchina parto e vado in vari centri commerciali a consegnarli.

Arriva l'estate e finalmente mamma e papà vengono a trovarci per un mese. Nel frattempo facciamo tante amicizie, i nostri amici hanno bambini della stessa età dei nostri, i fine settimana diventano feste, pic nic nei parchi, brunches, cene. Mi sembra di essere sempre vissuta lì.....

Questa è una spiaggetta dell'isola, l'acqua torbida è quella del fiume navigabile San Joaquin, ci passano navi enormi e noi ci facciamo il bagno col nostro alano Luno! In questa foto c'è anche Mirtle, la moglie di uno dei lavoranti agricoli, vivono in una casa sull'isola con gli altri operai. Ricordo la sua dolcezza coi nostri bambini.
Durante l'estate molti motoscafi e house-boats attraccano vicino alle nostre spiaggette, i gitanti scendono coi cesti di vivande, alcuni preparano il fuoco per cucinare pollo, salsicce, hamburgers sulle braci, e un profumino appetitoso si spande sull'isola. E' a quel punto che il nostro cane sparisce per tornare poi con qualche bel pezzo di carne in bocca, una volta con un pollo intero.
Per nostra fortuna l'ha sempre scampata, e noi con lui!

Oltre ad essere un ladro di cibo, Luno è un ottimo babysitter e non lascia mai i bambini soli in acqua se non c'è un adulto....se io e mamma ci sediamo lui ci spinge col muso finché entriamo in acqua!

Qui siamo a Big Trees, un parco di sequoie di dimensioni impressionanti, con Max.

Il basket è il grande amore dei nostri bambini, lo è tuttora.
Enrico comincia a frequentare prima un asilo poi un altro, lo cacciano perché è troppo prepotente, vuole essere il boss. Lo sistemiamo presso una signora carinissima che ha un Daycare a casa sua, e finalmente è contento e sta tranquillo.
Una mattina di ottobre ricevo la telefonata di Mr. Bingham che ha un magazzino in città, mi chiama per un colloquio. Emozionata vado, vista e piaciuta, nonostante le mie difficoltà con la lingua vengo assunta! Mi trovo a lavorare per il vescovo mormone della città, Mr. Bingham appunto. Sono l'unica cattolica fra tutti i suoi dipendenti ma Natale si avvicina e hanno bisogno di personale extra per il periodo delle feste.
Mi danno un grembiule marrone coi bottoni davanti, orrendo ma così orrendo che mi lascia senza parole, del resto lo indossano tutte/i, mica posso lamentarmi! Sono forse la più giovane, lavoro fianco a fianco con persone meravigliose e scopro dopo qualche giorno che non dicono parolacce, non usano anticoncezionali, non bevono e pregano tanto. Io dico un sacco di parolacce, uso anticoncezionali, non prego, non bevo ma mi diverto un sacco!
Mi rendo conto che mi guardano con affettuosa curiosità ma non mi giudicano, mi aiutano in ogni momento di difficoltà (e ne ho tantissimi dato l'afflusso di clienti!) e mai una sola volta si arrabbiano per i miei errori. Sarò loro riconoscente per tutta la vita perché con loro riprendo l'uso dell'inglese con una pronuncia accettabile e imparo un sacco di cose sulla vendita al dettaglio.
Dopo le feste mi chiedono di restare con loro, ne sono felice, ma non so ancora che cosa c'è in serbo per me......




sabato 1 marzo 2014

Giro di boa, comincia una nuova vita Decima parte

Ai primi di novembre, siamo sempre nel 1975,arriva una telefonata che cambia la nostra vita.
Il preside Perin dell'Istituto di Agraria di Colle Umberto, chiama personalmente per offrire a Claudio un posto di insegnante........non potevamo crederci, finalmente saremmo stati una famiglia, indipendenti.
Mio suocero ci accompagna da un mobiliere amico e ci compra una bella cucina color carta da zucchero ed una camera da letto in palissandro, che è  pure un legno pregiato!
In due e due quattro facciamo i bagagli e ce ne andiamo, dopo aver trovato un piccolo appartamento in un piccolo condominio. Pagavamo 40.000 Lire di affitto e ricordo che lo stipendio di Claudio era di circa 300.000 Lire, compresi gli assegni familiari,inferiore a quello del bidello!
Stiamo lì per qualche mese ma poi l'eccesso di muffa e di umidità ci fa scappare, abbiamo però la fortuna di trovare un appartamento enorme, sopra la collina di Colle U. C'è un terrazzo che gira tutto intorno alla casa, ci sono tre camere da letto più uno studio, due bagni, cucina con cucinino ed un salone che non apriremo mai per mancanza di mobili! L'affitto è di 60.000 Lire.
Abbiamo tanti amici, colleghi di Claudio con cui passiamo tante domeniche facendo escursioni in montagna, grigliate, feste inventate al momento. In tutto ciò il piccolo Silvio, bimbo buonissimo, è la mascotte della compagnia, ce lo portiamo dappertutto. Non passano tanti mesi e ci rendiamo conto che lo stipendio non è sufficiente. Claudio ed il suo amico Tita Fadelli decidono di affittare uno stallone e cominciano a svezzare vitelli per conto di un grosso allevatore di bovini. Nel frattempo viene offerto a Claudio di insegnare in una scuola serale, tre sere a settimana. Fra i biberon per i vitellini, una gita con gli amici ed un numero imprecisato di ore di scuola, decidiamo di avere un altro bambino, la vita ci sorride, è rosa, un bel rosa vivo!
Detto fatto, neanche il tempo di togliere i pantaloni e sono incintissima, nell'aprile 1977 nascerà la sorellina speriamo, di Silvietto.
Ricordo con tenerezza quel periodo, Claudio che esce alle 6.00 tutte le mattine, torna a casa puzzolente di letame ed inavvicinabile, si fa la doccia, beve un caffè e scappa a scuola, spesso ha lezione anche il pomeriggio. Prima di cena i vitellini hanno ancora bisogno di mangiare, è così che l'odore di letame prende il posto dell'arbre magic nello studio che diventa il suo spogliatoio. Dopo cena, veloce veloce, a far scuola ai contadini in un paese vicino. Io, dal canto mio, ho gli ormoni impazziti, pretendo di andare a ballare con mio fratello e faccio capricci. Lui sopporta. Ci vediamo troppo poco, non sono più così felice.
Al quarto mese di gravidanza ci pensa la nausea continua e la gastrite a raffreddare i miei bollenti spiriti, sto male, sempre. Poco dopo comincio ad avere dei problemi che mi costringono a letto per il resto della gravidanza. Per mia fortuna Silvio è buono e bravo, mamma e papà portano rifornimenti alimentari una volta a settimana quando vengono a trovarci e troviamo una brava signora che viene tutte le mattine a far da mangiare e dare una pulita. Ricordo che nel 76 c'era una crisi economica importante, non c'era carburante, si girava a targhe alterne e quando finiva il gasolio in casa erano dolori perché non se ne trovava. Passo  con Silvio una piccola parte della mia gravidanza a casa dei miei genitori per questo motivo, noi eravamo al freddo. Siamo coccolati da mamma, papà, fratello e nonna. Sto come una principessa naturalmente.

Settembre 76, nel pancino c'è Enrico, anche se tutti aspettano Valentina......
Enrico nasce alle 9 della mattina del 13 aprile 1977, dopo 16 ore di sala travaglio, perché il secondo bambino è sempre più facile! Anche lui è bello cicciotto, Kg 3.870 e a differenza di Silvio, è già bellissimo alla nascita, del tutto incurante della fatica di entrambi.
Claudio naturalmente aveva consumato il corridoio del reparto in attesa......
La mia prima visita è mio fratello Lorenzo, con un mazzo di rose enorme!
Lui nasce a Conegliano e dobbiamo procurarci le medicine privatamente perché l'ospedale in quel periodo ne è sprovvisto.....non mancava solo il gasolio.....
Torno a casa e lui è un buon bambino, mangia e dorme, Silvio lo adora, lo bacia, lo culla e, col tempo, gli permette qualsiasi cosa.
Quell'estate Silvio fa un esperimento e beve l'acqua dei geranei col concime. Lavanda gastrica naturalmente. Non farà mai più niente del genere....Il suo amore per gli animali  ci porta a comprargli una coppia di porcellini d'india e così capisce come nasce la vita, è affascinato dalla natura e continua a ripetere che diventerà un veterinario da grande.



Enrico a tre mesi

A Calalzo in vacanza

A cinque mesi col nonno Bruno
La nostra vita prosegue tranquilla, i bambini sono sani e bravi, anche se il piccolino comincia a dare qualche segno della sua personalità imponendosi al fratellino e anche a noi a volte.......

Luglio 1978, Calalzo di Cadore
Nei mesi seguenti dovremo fare i conti ancora col destino, ma ancora non lo sappiamo e siamo sereni, Claudio insegna anche alla scuola di Enologia a Conegliano e continua a svezzare vitellini........

mercoledì 26 febbraio 2014

Il nostro secondo matrimonio nona parte

Io e Claudio ci siamo proprio sposati due volte!
La prima, quella in chiesa con annessi e connessi, del 17 settembre 1973, non viene registrata in Comune per una dispensa concessa del Vescovo. Diversamente Claudio sarebbe dovuto partire per il servizio militare. Alla nascita di Silvio lui lo riconosce ma io risulto essere una ragazza madre.
Il mese successivo alla sua laurea, il 28 agosto 1975 ci sposiamo civilmente a Villorba e decidiamo con chi vogliamo festeggiare. Gli amici più intimi e Silvio partecipano alla cerimonia.
Non ci sono fiori e non c'è nemmeno la musica, ma noi siamo felici e tanto basta.
Riusciamo addirittura ad offrire un pranzo al ristorante ai nostri pochissimi invitati!

Naturalmente siamo stati fotografi di noi stessi.......Claudio col borsello.....la manina di Silvio nella sua mano....stesse camicie, fatte fare su misura.....

Che seri!
A destra Toti in giacca elegante.......Tito invece viene a farmi da testimone coi jeans nuovi comprati per l'occasione, senza accorgersi che gli resta l'etichetta col prezzo sulla tasca posteriore......

Dietro di me Carla, la mia amica del cuore per tanti anni, lei è la testimone per Claudio



 L'ultima firma e siamo sposati anche per la legge.
E fuori non manca il riso



Noi con i nostri testimoni, Tito naturalmente è il mio, e Carla è di Claudio

Nel pomeriggio, a casa dei miei genitori, ci viene offerto un piccolo rinfresco per finire la giornata e Silvio, da perfetto gentiluomo, accompagna la bimba di Carla, Maria Novella, a fare due passi in giardino.......

e le offre un fiore.....che amori....!

mercoledì 12 febbraio 2014

Divento mamma ....3 gennaio 1973 e oltre......ottava parte

La mia prima gravidanza arriva al termine senza problemi di rilievo, ho un ottimo ginecologo, il caro dott. Bondi di Treviso che mi segue, io non ho nessun timore del "male" che mi aspetta nonostante i racconti poco rassicuranti di tutte le zie e vecchie signore che si danno un gran da fare per spiegarmi quanto dovrò patire........ le mie giornate passano aspettando i fine settimana per avere Claudio, studente universitario a Ferrara, a casa con me.
E' la sera del 2 gennaio 1973 che comincio ad avere mal di schiena dopo cena......in breve tempo capisco che sono le doglie, in un clima di panico da terremoto, mi fanno preparare per andare all'ospedale. Io sono tranquilla.
Mi ricoverano alla Madonnina, allora clinica privata. Mi rompono le acque con una pinzetta e si accorgono che il bambino è in sofferenza....si deve fare presto. Mi fanno una flebo per accelerare il travaglio, fa male, un male cane. Non voglio vicino nessuno, mando via tutti perchè quando sto tanto male mi devo concentrare per non perdere il controllo, odio le partorienti che urlano come vacche al macello, non le sopporto e non voglio fare come loro, ho fatto il corso preparatorio e ce la posso fare....e ce la faccio nonostante il parto travagliato. Il bimbo non esce, ha il cordone attorno al collo, il dott. Bondi, chiamato d'urgenza, arriva in  smocking e mi fa notare che avrebbe apprezzato se avessi aspettato almeno la mattina successiva.....mi taglia senza anestesia ed io urlo, l'unico mio urlo....e lui mi sgrida pure, ma mi aiuta a riprendere il controllo sul dolore. Claudio è alle mie spalle per un po' (in virtù del fatto che era studente di medicina allora) ma poi lo fanno uscire. Ho un'ostetrica enorme che mi spinge la pancia, la maschera dell'ossigeno ed io voglio solo che finisca, non me ne importa niente del mio bambino, voglio che finisca e basta.
Alla fine usano la ventosa, il mio bimbo nasce, mi dicono che è un maschio e me lo fanno vedere....è  brutto, così brutto che mi sento in colpa e chiedo scusa a Claudio che hanno richiamato dentro..... povera creaturina....ma di kg. 3.980. I capelli gli coprono gli occhi, è tutto gonfio e incazzato come una bestia. Io sono più incazzata di lui perchè tutte le signore mi avevano detto che...."vedrai, appena lo vedrai, ti dimenticherai di tutto il male, non ti ricorderai niente!" Tutte balle.
Ricordo la notte in camera, Claudio aveva il letto accanto al mio e continua ad aggiungermi coperte su coperte perchè sono scossa da brividi per ore. Comincio a riprendermi verso l'alba, vado in bagno per lavarmi ed allo specchio vedo un mostro. I miei occhi avevano tutti i capillari scoppiati, anche le mie mani.......sarebbe stato meglio urlare forse.....lo sforzo mi ha fatto questo omaggio, ci vorranno due o tre giorni perchè tutto torni a posto per fortuna!
Alle 7,30 della mattina del 4 gennaio ricevo la mia prima visita, il mio amico Tito, fantastico! Si commuove e poi va a scuola.




5 gennaio, Silvio è già perfetto ed è bellissimo, ho tanto latte e sono tanto felice. Claudio vive praticamente in camera con me. Purtroppo dopo una settimana mi rimandano a casa e finisce la pacchia. Devo imparare a fare la mamma!
Silvio è un bimbo buonissimo ma pigro, lento nel mangiare e finchè il dott. Ceccarelli, suo padrino di Battesimo, non mi da delle regole, io me lo tengo ore attaccato al seno. In quei momenti era solo mio, non dovevo dividerlo con tutta la famiglia di Claudio.
Mamma gli aveva ricamato un corredino da piccolo principe, lenzuolini meravigliosi, copertine e poi scarpine, coprifasce ecc...con papà avevano comprato un bel lettino in legno col fasciatoio.
Mia suocera aveva comprato una serie di ghettine (così si chiamavano le braghette di spugna) e aveva preparato una copertina che era un capolavoro, all'uncinetto. Poi c'erano le bisnonne che si erano date da fare con un sacco di cosine.....Silvio è stato il primo nipotino, amatissimo da tutti!

A 2 mesi e mezzo con i nonni Monaco

Con i nonni Soldati e la zia Sere

A 15 mesi

Maggio 1975 in Piazza dei Signori a Treviso con uno dei maglioncini fatti a mano dalla mia mamma

Il 25 luglio 1975 Claudio si laurea in Scienze della Produzione Animale, aveva deciso di lasciare la facoltà di medicina per essere indipendente il prima possibile e trovare un lavoro.
Nei miei ricordi, quelli dal settembre 72 all'agosto 75, sono stati anni difficili ma che mi hanno insegnato tanto, anche a perdonare.








venerdì 7 febbraio 2014

17 settembre 1972, un matrimonio...........7ma parte

Decidiamo di sposarci, dopo aver parlato con le nostre famiglie.......
Mettiamola così, non tutti erano felici, tanto meno d'accordo sulla nostra decisione e semmai avessi avuto dei dubbi sull'amore di Claudio, la sua fermezza in quel momento e la sua assoluta convinzione, mi mettono tranquilla.
Ogni ragazza, lo ammetta o no, sogna il giorno del suo "Sì", il vestito bianco, i fiori e la musica in chiesa, una bella festa con parenti ed amici felici e contenti!
Quando Claudio ed io ripensiamo al giorno del nostro "Sì", ridendo ci diciamo che è stato in assoluto il peggior matrimonio a cui abbiamo partecipato!
Sono passati più di 41 anni, ma l'amaro rimane, che peccato.
Questo è il motivo per cui decido di pubblicare solo queste foto



Col mio dolcissimo papà

Ed ecco il passaggio di consegne!

Ce l'abbiamo fatta......

Ancora oggi penso alla delicatezza ed all'amore con cui i miei genitori mi hanno accompagnata fino a quel 17 settembre 1972 (dopo i primi giorni dalla notizia che li aveva lasciati scioccati e disperati.....) alla comprensione di mio fratello Lorenzo e di mia nonna, che non mi hanno mai giudicata e che mi coccolavano e consolavano nei momenti più duri, alle notti che passavo nel lettone con la mamma quando papà andava in panificio, e naturalmente alla presenza costante di Claudio.
La mia prima notte di nozze la passo piangendo tra le braccia di un pover'uomo che non sa più come consolarmi, vuoi per lo stress, vuoi per il dispiacere, fatto sta che ho un bel crollo nervoso.
Sono al sesto mese di gravidanza e la mattina seguente parto per il viaggio di nozze con un abitino premamam. La pancia era sbocciata improvvisamente fuori dalla chiesa!
Ce ne partiamo in Prinz verde per Genova, dove vivono ancora i miei nonni e gli zii. Questi ultimi ci offrono la loro casa per una settimana.
Credo che abbiamo forse goduto di un paio di giorni tranquilli perchè io sto male, faccio così conoscenza con la gastrite che non mi lascerà per qualche anno......Claudio mi porta da un ginecologo in centro e così spende quasi tutto quello che avevamo per la nostra vacanza! Diventa bravissimo a farmi il brodo vegetale e mi fa sentire una regina portandomi da mangiare a letto e consolandomi con amore.
Torniamo quindi a Treviso prima del previsto e mi ritrovo a dare un altro dispiacere ai miei quando gli dico che dobbiamo andare a vivere dai miei suoceri. Mamma e papà ci avevano preparato una bella camera.....

mercoledì 5 febbraio 2014

25 Aprile 1972 I miei 18 anni Sesta parte

E' un capitolo scomodo questo........ricordare quella grande bellissima festa piena di amici miei e dei miei genitori, non può non far tornare a galla tutto il disagio che mi accompagnava in quei giorni.
Avevamo appena saputo, Claudio ed io, che avremmo avuto un bambino......lui era estasiato, io spaventata a morte.
Sapevo che per mamma e papà sarebbe stata una pugnalata al cuore, ma la frittata era fatta.
A quel punto si era troppo a ridosso della mia festa per cancellare tutto......mi sentivo davvero male per loro, per la delusione che avrei dovuto dargli e per quanto sapevo che avrebbero sofferto.
Per giorni papà mi aveva fatto ballare il valzer cercando di insegnarmelo, ma con scarsissimi risultati, ero e sono la negazione totale! 
Mamma mi aveva fatto fare un abito bianco lungo di pizzo, così bello!!!
Erano stati chiamati tre camerieri, la taverna era stata adibita a buffet con ogni ben di Dio, il caminetto fuori era pronto per essere acceso,....... bastava arrivassero gli ospiti.......e la festa poteva cominciare!




Il mio primo ballo, con papà, sulle note del bel Danubio Blu di Strauss. Mi piacerebbe moltissimo se qualche vecchia amica si riconoscesse nelle foto!

In mezzo al gruppo di zii e amici dei miei, mia nonna Maria. Claudio Carnielli (Cavei), la fa ballare!

Quanti cari amici! Tito e Toti, amici di una vita, e tanti altri.......



La mia carissima amica Diana, una delle pochissime che "sapevano" .......





Tito, Toti, Claudio Cavei, Fabrizio, suonano per tutti noi

Alla fine della festa, felice, ma con un po' di amaro nel cuore.....